Roma, 4 feb – A 24 ore dall’arrivo in Aula al Senato del disegno di legge costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari, la rappresentanza italiana all’estero è pronta a dare battaglia per vedere stralciata dal testo di riforma la diminuzione del numero di parlamentari eletti fuori i confini nazionali. Domani, infatti, a Palazzo Madama inizia la discussione del disegno di legge per il taglio del numero di deputati e senatori, compresi quelli eletti nella Circoscrizione Estero. Attualmente sono 18 i parlamentari che rappresentano gli oltre 5 milioni di italiani residenti oltre confine: 12 alla Camera e 6 al Senato. Con la proposta di riforma, il numero dei parlamentari eletti nella circoscrizione Estero (che comprende 4 ripartizioni: Europa; America meridionale; America settentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide) scenderebbe a 12, di cui 8 alla Camera e 4 al Senato. La levata di scudi da parte della rappresentanza italiana è stata immediata: il Consiglio generale degli italiani all’estero si dice contrario a una proposta che metterebbe in discussione “il pieno riconoscimento dei diritti di cittadinanza di noi italiani residenti fuori d’Italia”. Secondo il Cgie la riforma, “che è solo aritmeticamente, ma non democraticamente ipotizzabile, costituisce una gravissima lesione del principio di uguaglianza tra i cittadini, sancito dall’Art. 3 della Costituzione”, si legge in un appello lanciato oggi. (PO / SEGUE)