Roma, 15 feb – I Baby Boomers (tra 53 e 72 anni) rappresentano la fascia generazionale più significativa nei board (46,9%), ma per motivi anagrafici nei prossimi anni una media impresa familiare su 4 sarà chiamata a rinnovare i ruoli di vertice nei propri Cda. La ricerca, su un campione rappresentativo di oltre 1/4 delle imprese, pari a 955 imprese intervistate, è volta anche a sottolineare l’evoluzione della performance del fatturato, dimezzato nel 2018: “Al momento prevale l’attendismo, da parte delle imprese – ha spiegato Domenico Mauriello – Le incertezze dello scenario economico a livello nazionale e internazionale hanno portato le medie imprese a subire una battuta d’arresto nel 2018, evidente attraverso un generalizzato peggioramento delle performance di mercato. Il 2019 si apre ancora carico di incognite: molte medie imprese stanno ad aspettare l’evoluzione del quadro economico, ma le previsioni rivelano un maggiore ottimismo rispetto ai risultati del 2018”. Si conferma elevata la propensione all’export delle medie imprese: la quota di aziende esportatrici si attesta al 91% e, nel 2018, il 44% del loro fatturato complessivo ha avuto origine dalle vendite sui mercati esteri. Per il 2019, il giro d’affari si mantiene ancora significativo ma potrebbe essere meno brillante del passato, a causa di una domanda mondiale non altrettanto sostenuta: il 32% delle medie imprese prevede quest’anno di poter espandere il proprio posizionamento di mercato all’estero, rispetto a un 68% che punta a riconfermare i risultati – non sempre brillanti – del 2018. (SEGUE)