Roma, 15 feb – Incoraggianti sono però le previsioni delle medie imprese sui mercati maturi europei e, soprattutto, nordamericani, che rappresentano il primo mercato per nuove opportunità. Tra i mercati emergenti, la Cina continua ad avanzare nel portafoglio clienti delle medie imprese italiane, grazie a un brand “Made in Italy” particolarmente forte, soprattutto nei beni di consumo. Maggiore attendismo caratterizza invece il “mercato interno”, sia quello domestico (il 26% prevede un incremento degli ordinativi dall’Italia), sia quello dell’Unione europea, ancora oggi il mercato prevalente per il 74% delle imprese esportatrici. In Europa, la Germania la fa da padrona, ma qualche preoccupazione potrebbe venire da quel 27% di medie imprese che ha rapporti commerciali “stabili” con il Regno Unito, a causa delle incertezze sulla Brexit. D’altro canto, le medie imprese si configurano sempre più tecnologiche e digitali: il 52% dichiara di aver realizzato nel 2018 investimenti materiali o immateriali, che, nel 27% dei casi, cresceranno ulteriormente nel 2019. “Le imprese stanno sempre più investendo in formazione – ha concluso Mauriello – perché chi si è già cimentato nell’Impresa 4.0 non vuole essere lasciato solo. Certo è che personalizzazione e innovazione sono nel dna delle nostre medie imprese familiari. Per i nostri imprenditori, d’altronde, è importante non solo creare valore e crescita per sé ma creare valore per l’intera comunità”. (bur)