Roma, 11 mar – Lo staff dell’UNHCR incontra le persone prima che partano per assicurarsi che posseggano tutti i documenti necessari, quali certificati scolastici e di nascita, ed è presente inoltre presso i luoghi di partenza di tutti i movimenti organizzati dal GSO. L’accesso ai rifugiati che rimpatriano è richiesto, inoltre, in Siria. Durante gli incontri tenuti a Damasco, l’Alto Commissario Grandi ha lanciato un appello affinché l’UNHCR possa accedere più efficacemente alle aree in cui fanno ritorno i rifugiati, misura che contribuirebbe a ricostruire fiducia, e aumenti la presenza dell’UNHCR per garantire ulteriore supporto agli sfollati interni e ai rifugiati rimpatriati. Ieri, durante una visita ad alcune famiglie che vivono in insediamenti informali vicino a Tripoli, l’Alto Commissario ha ascoltato testimonianze che confermano quanto rivelato dai sondaggi dell’UNHCR, secondo i quali la maggior parte dei rifugiati presenti desidera tornare nel proprio Paese. In pochi sono tornati, molti sono trattenuti da timori e preoccupazioni. “I rifugiati siriani vogliono essere certi di poter fare ritorno in modo sicuro e dignitoso”, ha affermato l’Alto Commissario. Grandi ha aggiunto che le preoccupazioni manifestate dai rifugiati riguardano cinque tematiche: sicurezza e incolumità (rappresaglie, persecuzioni, leva militare obbligatoria); alloggio (ristrutturare o ricostruire case distrutte); accesso ai servizi (istruzione, assistenza sanitaria); questioni legali (documenti d’identità, atti di proprietà) e accesso ai mezzi di sostentamento di base. L’UNHCR in Siria attualmente sta lavorando per superare alcuni di questi ostacoli, in particolare consigliando le autorità sulle questioni inerenti i documenti, offrendo ai rimpatriati riparazioni minime delle case danneggiate affinché possano rioccuparle, ristrutturando scuole e panifici, e assicurando aiuti umanitari nella fase iniziale per permettere di reintegrarsi. (red)