Roma, 5 apr – Il segretario generale del Cgie ricorda che il contratto di governo di Lega e M5S prevede anche la riforma della legge elettorale nella Circoscrizione estero e la riduzione del numero dei parlamentari. Entrambe le questioni – afferma Schiavone – hanno un filo conduttore: “la rappresentanza e il voto degli italiani all’estero, ovvero i cittadini italiani che fanno parte della Nazione. Si tratta di due istituti giuridici che il Governo intende affrontare per rispondere alla decadenza delle istituzioni lacerate al proprio interno”. Sulla rappresentanza dei 18 parlamentari eletti all’estero il Cgie “ha espresso il suo parere contestando l’insostenibile sproporzione esistente tra gli eletti in Italia e quelli eletti in rappresentanza di 6 milioni di cittadini residenti all’estero. Nel crepuscolo delle istituzioni italiane auspichiamo che la nottola di Minerva si diriga nella direzione che indica la giusta differenziazione esistente tra la rappresentanza nazionale e quella estera, che concorrono a esprimere complessivamente un istituto, nel quale la nazione viene concepita in senso lato e non circoscritta esclusivamente alle frontiere nazionali”. Scindere la rappresentanza numerica tra i parlamentari eletti nei collegi nazionali e quelli eletti nella circoscrizione estero, “tenendo distinte le parti oggi, non è una proposta esiziale ma rappresenterebbe l’evoluzione di una legislazione moderna, premonitrice di una più ampia concezione della cittadinanza”, ribadisce Schiavone. (Red)