Roma, 2 gen – Sempre nel settore ortofrutticolo, anche altre “voci” hanno avuto un aumento negativo. Si tratta della frutta secca, che ha segnato una flessione nelle vendite di circa l’8 per cento) e dei legumi (lenticchie e fagioli in testa), scesi del 3,5 per cento per cento. Fortemente negativo pure il trend dei consumi di frutta esotica (tanto ricercata negli anni passati): ananas, avocado, banana, mango, che hanno avuto una diminuzione superiore al 25 per cento. Per i vini, soprattutto quelli rossi, sono state, invece, feste all’insegna della crescita, sia pur lieve. Tra Natale e Capodanno si sono stappate 155 milioni di bottiglie, il 95 per cento di produzione italiana, con una crescita del 1,3 per cento rispetto allo scorso anno. Per il vino made in Italy si è, comunque, registrato anche un forte exploit nelle vendite all’estero. Le esportazioni sono cresciute, nel periodo natalizio, di oltre il 13 per cento. Ottimi i risultati ottenuti negli Usa, ormai divenuto il primo mercato di sbocco per le produzioni vinicole nazionali. Un’ultima annotazione riguarda la scelta degli esercizi dove gli italiani hanno fatto le loro spese agroalimentari. Secondo quanto accertato dalla Cia, gli italiani si sono rivolti in prevalenza alla grande distribuzione commerciale (58 per cento), seguita dai negozi tradizionali (22 per cento), dai mercatini locali (18 per cento) e da internet (2 per cento).
(Caf)