Berna, 22 lug – “Che peso vuol dare il Governo italiano alle nostre ordinate, pacifiche nonché ufficiali richieste? Forse è più facile lasciare passare le prossime due settimane per affondarle nel silenzio delle ferie estive?”: sono ancora queste le domande poste da Anna Ruedeberg, consigliere del CGIE, a quasi due settimane dall’occupazione dei consolati svizzeri in segno di protesta nei confronti del ridimensionamento del consolato del Consolato di Berna. “Una protesta – ha spiegato ancora una volta la Ruedeberg – promossa dal Comites di Berna con gli altri Comites di San Gallo, Zurigo, Losanna e Ginevra, con l’Intercomites della Svizzera e con i Consiglieri CGIE, condivisa da tutta la collettività italiana e supportata dalla stampa e dalla televisione locale che ha portato la notizia in tutti i telegiornali delle tre reti elvetiche: quella tedesca, quella francese e quella italiana. I parlamentari del PD eletti all’estero sono scesi al nostro fianco per scongiurare il concretizzarsi di questo gravissimo disagio evocato da decisioni prese senza la minima consultazione preliminare con le parti interessate. Apprezziamo la disponibilità delle autorità diplomatiche svizzere che si sono rese disponibili a un confronto ma, è bene ribadirlo, che le decisioni arrivano da Roma ed è da lì che noi continuiamo ad attendere una risposta. La disponibilità a un confronto di merito è emersa anche da parte da tantissimi organismi dell’emigrazione e dalle nostre collettività italiane in tutto il mondo”.
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