Roma, 15 nov – Una piccola vittoria per Lamberto Dini e i senatori Liberal democratici e uno “scivolino” della maggioranza su un emendamento presentato da Forza Italia riguardante la riorganizzazione del ministero del Tesoro, approvato anche grazie all’assenza dall’aula dello stesso Dini. Il difficile cammino della Finanziaria nell’aula del Senato prosegue tra qualche colpo di scena e trattative più o meno velate: all’orizzonte c’è il voto finale che dovrebbe, salvo battute d’arresto, avvenire in serata. La prima notizia della mattinata è stata l’approvazione del piano di stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione con 157 voti a favore e 145 contrari (2 gli astenuti) grazie all’accordo trovato all’interno dell’Unione con le limitazioni chieste dai diniani. Per l’assunzione, l’emendamento all’articolo 93 della manovra, presentato da Natale D’Amico, prevede infatti la selezione per concorso anche per “il personale che consegua i requisiti di anzianità di servizio” previsti dalla Finanziaria dell’anno scorso “in virtù di contratti stipulati prima del 28 settembre del 2007”. Inoltre è escluso dalla sanatoria “il personale di diretta collaborazione degli organi politici” cioè i portaborse. L’impressione è che i paletti proposti dal gruppo di senatori guidato da Lamberto Dini, approvati dalla maggioranza, possano mettere il governo al riparo da brutte sorprese sul voto finale, anche se il leader dei Liberal democratici ha ribadito: “Noi ci riserviamo un giudizio complessivo quando tutti gli emendamenti saranno stati visti, approvati o respinti dall’aula, e a quel punto decideremo”. (SEGUE)