Roma, 26 set – “Oggi ci si trova di fronte non solo, come spesso si crede, a una direttiva a senso unico delle migrazioni, quelle regolari e quelle meno: da Sud verso Nord, dal continente africano e dal tormentato Medio Oriente verso l’Europa occidentale, e dall’America Latina verso l’America settentrionale – ha aggiunto Randazzo – Ma, in termini essenzialmente geografici o geopolitici, si sperimentano con crescente visibilità da un decennio a questa parte anche correnti migratorie consistenti da Nord a Sud, come quelle asiatiche verso l’Australia o anche verso l’Africa dove cresce la presenza economica della Cina. E correnti migratorie da Est ad Ovest, come quelle dell’Europa orientale e della stessa Asia verso l’Europa occidentale. In questo mondo è tutto un intrecciarsi sempre più intenso d’incontri, e indubbiamente anche scontri, di razze, culture, interessi, dai quali non potremo mai più estraniarci o contro le quali impermeabilizzarci o chiuderci a riccio”. “Se non si apre la porta a chi bussa – prosegue -, chi bussa avrà la tentazione o la necessità di sfondare la porta. Ed è quanto sta avvenendo sulla sponda Nord del Mediterraneo, con arrivi quotidiani di umanità affamata, sfruttata, disperata, gettata sulle coste italiane, maltesi, spagnole, e in minor misura greche e turche”. “Sia chiaro a tutti i rappresentanti dei Paesi aderenti all’OSCE che nulla al mondo, nessuna legge, potrà bloccare il fenomeno, perché ci sarà sempre una parte di sventurati che un varco lo troverà ad ogni costo, anche a prezzo della vita, come avviene in quella tomba d’acqua che è il Canale di Sicilia – ha proseguito il senatore –. Il rischio della morte non può far paura a chi ogni giorno contempla con i propri occhi la morte dalla fame o dalla guerra o dal genocidio. Anzi, ogni ulteriore inasprimento delle leggi anti-immigrazione nei Paesi di destinazione finale o di transito delle ondate di umanità disperata, aggrava ulteriormente la situazione, poiché i trafficanti di carne umana, i nuovi schiavisti appartenenti alla criminalità organizzata transnazionale, esigono, e ottengono, prezzi sempre più alti dagli sventurati nelle loro grinfie in relazione alle maggiori difficoltà delle operazioni di trasporto e di transito”.
(SEGUE)